Letta: "Non c'è alternativa alla stabilità"

Il governo è concentrato "sempre di più sulle politiche proprio quando lo scontro nella politica sembra farsi incandescente". E' quanto ha scritto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella premessa con la quale ha presentato il resoconto sui primi 100 giorni del governo. "Che non sarebbe stato facile lo sapevamo fin dal principio. Vent'anni di confronto durissimo e muscolare lasciano – ha aggiunto il premier -–segni e ferite. Eppure, i provvedimenti del governo che trovate qui raccontati e il lavoro paziente e incisivo delle Camere nell'approvarli e migliorarli dimostrano che è possibile lavorare per l'Italia pensando al futuro". "Alle spalle i primi 100 giorni. Davanti a noi, da oggi, la responsabilità di andare avanti con ancora più determinazione a fare bene".
6 AGO 13
Ultimo aggiornamento: 21:35 | 12 AGO 20
Immagine di Letta: "Non c'è alternativa alla stabilità"
Il governo è concentrato "sempre di più sulle politiche proprio quando lo scontro nella politica sembra farsi incandescente". E' quanto ha scritto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella premessa con la quale ha presentato il resoconto sui primi 100 giorni del governo. "Che non sarebbe stato facile lo sapevamo fin dal principio. Vent'anni di confronto durissimo e muscolare lasciano – ha aggiunto il premier -–segni e ferite. Eppure, i provvedimenti del governo che trovate qui raccontati e il lavoro paziente e incisivo delle Camere nell'approvarli e migliorarli dimostrano che è possibile lavorare per l'Italia pensando al futuro". "Alle spalle i primi 100 giorni. Davanti a noi, da oggi, la responsabilità di andare avanti con ancora più determinazione a fare bene. A trovare con cura le risposte che il capo dello Stato e il Parlamento ci hanno incaricato di dare al Paese e che il Paese pretende da noi".
Letta ha inoltre ribadito che il governo "è al servizio del Paese". Poi ha assicurato: "I segnali ci sono tutti e indicano che siamo a un passo dal possibile. A un passo, cioè, dall'inversione di rotta e dall'uscita dalla crisi più drammatica e buia che le attuali generazioni abbiano mai vissuto".
"Il nostro impegno, a partire da oggi, – ha aggiunto il premier – è quello di cogliere fino in fondo questi segnali positivi, di mettercela davvero tutta affinché il possibile diventi realtà, di proseguire nel percorso tracciato in questi primi 100 giorni. L'Italia può farcela. L'Italia ha al proprio interno l'energia, la capacità, la voglia di cambiare e di cambiare in meglio. A quest'Italia – ha aggiunto il premier – vogliamo e dobbiamo continuare a render conto". Il governo "non si lascia spaventare dall'ossessione del consenso immediato, dalla consultazione compulsiva delle rispettive dichiarazioni, dal rischio che il proprio elettorato – o la propria "base" – non capisca il senso delle larghe intese", ha scritto Enrico Letta.
Poi una riflessione: "Gli italiani capiscono. Capiscono che non c'è alternativa. Non a questo governo, ma alla necessità, per una volta, di mettere da parte le contrapposizioni e le viscere per avere stabilità e far sì che la politica torni ad essere quello che è per definizione: la cura della cosa pubblica, dell'interesse generale, del bene della comunità. Gli italiani capiscono – ne è certo il premier – che questa esperienza, e chi la rappresenta, non ha la presunzione di durare per sempre o di ergersi a modello". Per Letta il governo ha, piuttosto, "l'ambizione e il dovere, quelli sì, di servire il Paese contribuendo a rizollare un campo da gioco altrimenti impraticabile, di rispondere alla crisi con tanti atti concreti, tangibili e dimbuon senso, di dimostrare all'Europa e al mondo che ce la possiamo fare".